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Pari opportunità

Nonostante gli sforzi delle istituzioni e l'evoluzione della società, la parità nella vita professionale ed accademica è ancora lontana. Ci sono tuttavia enti e progetti volti a promuovere le pari opportunità e ad aiutare in caso di problemi.

Situazione in Svizzera

Art. 3 della Legge federale sulla parità dei sessi LPar

«Nei rapporti di lavoro, uomini e donne non devono essere pregiudicati né direttamente né indirettamente a causa del loro sesso, segnatamente con riferimento allo stato civile, alla situazione familiare o a una gravidanza.»

Nonostante la LPar sia entrata in vigore nel 1996, la strada verso la parità nel mondo del lavoro è ancora lunga. Ecco le cifre più recenti secondo l'UFU e l'USTAT:

  • sei donne su dieci attive professionalmente lavorano a tempo parziale, mentre lo stesso vale solo per un uomo su otto;
  • lo scarto salariale è ancora abbastanza importante: nel settore privato una donna guadagna in media il 19,5% in meno rispetto ad un collega uomo, mentre nel settore pubblico lo scarto è del 16,6%. Sebbene talvolta ci siano motivazioni per la differenza salariale (anni di servizio, formazione, ecc.), il 42% dello scarto rimane inspiegabile;
  • forte sottorappresentazione delle donne tra i quadri: solo il 3% della direzione e il 4% del consiglio di amministrazione delle imprese svizzere quotate in borsa è composto da donne, ciò malgrado, vi è un costante aumento di donne nelle università e nei politecnici svizzeri (50,4%) così come nelle scuole universitarie professionali (45%);
  • la divisione per settore al momento della scelta degli studi universitari è ancora abbastanza marcata (ad es. il 69,4% delle persone che studiano scienze tecniche sono di sesso maschile, mentre nelle scienze sociali e umane sono solo il 29,4%). Tuttavia si sta lentamente raggiungendo un equilibrio (ad es. il 40,4% delle persone che studiano scienze esatte e naturali sono di sesso femminile, così come il 65,3% delle persone che studiano medicina e farmacia).

Per quanto riguarda il salario, la distinzione tra «professioni maschili» e «professioni femminili» contribuisce tuttora a mantenere un divario salariale importante, questo nonostante la legge sulla parità: nel settore privato, a parità di qualifiche e di funzione, le donne percepiscono in media il 22% in meno di salario rispetto ad un uomo, e professioni considerate prettamente femminili sono generalmente meno retribuite. Una presenza maschile/femminile equa ed un pari riconoscimento in ambito professionale permetterebbe quindi di eliminare gradualmente le condizioni discriminatorie.

Pari opportunità nella vita accademica

La maggior parte delle scuole universitarie svizzere offre servizi di consulenza specializzati in questioni legate alla parità. Mediante misure quali la «politica di genere», le scuole universitarie auspicano di attuare un sistema organizzativo equo e garantire le pari opportunità tra donne e uomini, sia tra studenti sia tra insegnanti.
I dati di contatto delle persone responsabili delle pari opportunità nelle scuole universitarie sono disponibili su gendercampus.ch.

Gran parte delle scuole universitarie pubblica sul proprio sito informazioni inerenti alle pari opportunità: ad esempio, i siti dell'USI (usi.ch) e della SUPSI (supsi.ch) contengono indirizzi, spiegazioni sulle misure adottate e altre informazioni utili. Anche gli atenei di altre regioni offrono informazioni e servizi in questo ambito, ad esempio l'Università e il Politecnico di Zurigo (gleichstellung.uzh.ch, equal.ethz.ch) o l'Università e il Politecnico di Losanna (unil.ch, equality.epfl.ch).

Discriminazione e molestie sessuali

Discriminazioni

Se ci si rende conto di stare subendo una discriminazione salariale o a livello professionale a causa del proprio genere, è possibile seguire questi passi:

  • informarsi: equality-salario.ch offre informazioni sulla parità salariale;
  • cercare una soluzione parlandone con il proprio o la propria superiore oppure, se possibile, con la persona responsabile delle pari opportunità all’interno dell’azienda;
  • qualora non si dovesse trovare una soluzione, è possibile rivolgersi a specialisti: consultori, associazioni del personale, sindacati, uffici di conciliazione;
  • in casi gravi è anche possibile avviare una procedura giudiziaria: la procedura davanti a un tribunale cantonale è gratuita, ma non le prestazioni dello studio legale. Durante la procedura e nei sei mesi successivi è garantita la protezione contro il licenziamento pronunciato per ritorsione.

Molestie sessuali

Le molestie sessuali sono comportamenti indesiderati di carattere sessuale che ledono la dignità della persona. Possono provenire da singoli individui o da gruppi (mobbing). A compiere le molestie sessuali possono essere collaboratori e collaboratrici, datori e datrici, partner o clientela.

Esistono diversi tipi di molestia sessuale:

  • commenti sessisti e osservazioni allusive;
  • contatti fisici indesiderati, coazione sessuale o violenza carnale;
  • materiale pornografico nei luoghi di lavoro;
  • abuso di una posizione di potere (ad es. nei confronti di subordinati) per ottenere prestazioni sessuali in cambio di favori o con minacce;
  • persecuzione.

In caso di molestie sessuali, le procedure da seguire sono le stesse che in caso di discriminazioni.

Per ulteriori informazioni sulle molestie e su come agire, si rimanda all'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo: www.ebg.admin.ch.

Link utili

In Svizzera ci sono diversi enti o progetti che promuovono la parità nel mondo del lavoro o che sono a disposizione per consulenze o in caso di problemi che possono verificarsi durante la scelta professionale o una volta entrati nel mondo del lavoro (discriminazioni, molestie, ecc.):



orientamento.ch